Dove finisce l’asfalto inizia il sogno: la mia Cappadocia in MTB

La Cappadocia ti spiazza ancora prima di salire in sella. Partiamo dalla Soğanlı Valley (categoria “do vèto, amore?”) con l’aria fresca del mattino e una traccia che definire “vaga” è un complimento. Sia lode al GPX. Il terreno è un mix di rocce, hardpack e… altre rocce. L’adrenalina arriva subito: ti ritrovi in un trail che non dimentichi facilmente, perché lì gli errori non sono contemplati. Poi, come sempre, il cervello smette di protestare e lasci spazio all’istinto: sali, scendi, sprofondi in buche da cui non sai se riemergerai, mentre i rovi ti tatuano stinchi e braccia. Ridi come uno scemo e non vedi l’ora di scoprire cosa ti aspetta alla prossima curva.

Raggiungiamo Güzelyurt e la Ihlara Valley: prova a farla tutta senza mettere piede a terra, se ci riesci.

I giorni scorrono così, uno più sorprendente dell’altro. Dormi in confortevoli Cave Hotel, scendi in antri mitologici, entri ed esci da canyon che sembrano non finire mai. Sotto le ruote si apre un labirinto di gole, “camini delle fate” e sentieri di tufo bianco. Alcuni momenti restano scolpiti:

• Red Valley — sali e scendi continui tra formazioni rosa e ocra. Qui la bici galleggia sul flow: ogni curva è una cartolina, ogni rampa un invito a spingere, ogni discesa un esercizio di precisione. Tecnica il giusto, panoramica al massimo, adrenalina al 100%.

• Love Valley — nome romantico, linee molto meno. Si scende tra pinnacoli giganti e single track stretti. La polvere è traditrice: in frenata scappa via tutto.

E poi il volo in mongolfiera: semplicemente straordinario. Guardi dall’alto i single track che nel pomeriggio affronterai con la tua MTB e ti sembra di essere dentro un film.

Il terreno è unico: tufo vulcanico, grip surreale (quando è asciutto). A me sembrava di pedalare su carta vetrata. I dislivelli sono umani — 600/800 m D+ a giro — ma le ripartenze dal fondo delle discese bruciano le gambe più di qualsiasi salita alpina. I colori, invece, ti accompagnano tutto il giorno e valgono ogni goccia di sudore.

La sera, quando guardi la traccia e ti sembra di aver scarabocchiato un foglio, capisci che hai vissuto qualcosa di speciale. La Cappadocia in MTB non è solo sport: è storia, geologia e silenzio. Pedali nella storia e torni a casa con la bici — e la testa — piene di good vibrations.

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