Perchè undici Adventurosi (compreso un “sans papiers”), non più giovanissimi atleti, hanno intrapreso una nuova Adventura in Gravel, raggiungendo la Slovenia da Tarvisio, attraversando un passo dal nome impronunciabile a quota 1.611 m., e rientrando in Patria da Nova Gorica?

Come rispose il famoso vignettista Altan alla moglie che gli chiedeva, non senza una certa preoccupazione, dove volesse andare vedendolo inforcare la bici carica di bagagli: “porto a spasso il bambino che c’è in me”.

Secondo me non c’è definizione migliore per sintetizzare questa sindrome, talvolta insana, dell’andare su due ruote.

Ciascuno ha sicuramente le proprie motivazioni ma, personalmente, viaggiare in bici rappresenta una forma di “nomadismo liberatorio” grazie alla necessità di eliminare il peso della bici di tutto il superfluo (compresi i pensieri) e che, nonostante la fatica e gli imprevisti sul percorso, mi lascia sempre la piacevole sensazione di essere ancora un “ragazzino”.

Marcello Cavaggion

QUI il post finale dell’intera gita su Facebook con altre foto

QUI il filmato riassuntivo dell’intero viaggio

QUI il diario del primo giorno, mentre QUI trovate un bel filmato riassuntivo del primo giorno

QUI il diario del secondo giorno con un bel filmato riassuntivo della giornata, mentre QUI, QUI e QUI tovate altre foto del secondo giorno

QUI il diario del terzo giorno